Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologa e Nutrizionista a Roma

Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologa e Nutrizionista a Roma

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Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologa e Nutrizionista a Roma

La Dott.ssa Annunziata Taccone è Biologa Nutrizionista e si occupa di nutrizione a 360 gradi, sia in campo fisiologico sia patologico. Percorsi di formazione e di perfezionamento l’hanno condotta verso esperienze lavorative maturate in ambito ospedaliero, pediatrico, scolastico, e privato.

 

Attualmente si occupa di:

  • consulenza nutrizionale con valutazione dello stato di nutrizione e dei fabbisogni nutritivi (rivolta a bambini, adolescenti, adulti e anziani)
  • Analisi antropometrica e della composizione corporea mediante bioimpedenziometria (Peso, altezza, circonferenze vita/fianchi/coscia, massa grassa/magra/stato di idratazione, valutazione del BMI e rischio metabolico)
  • Elaborazione di piani alimentari personalizzati (per qualsiasi condizione fisiologica e/o patologica come sovrappeso/obesità, gravidanza/allattamento, menopausa, allergie/intolleranze, età pediatrica/adolescenza, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, gotta e patologie varie)
  • Percorso di educazione alimentare personalizzato (supporto nella realizzazione di piatti e ricette sfiziose)
  • Corsi didattici di educazione alimentare soprattutto pediatrici (individuali o a gruppi)
 

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Sono una Biologa Nutrizionista con laurea quinquennale (3+2) in Biologia ed Evoluzione Umana conseguita nel 2011 presso l’università di Roma Tor Vergata. I corsi di perfezionamento post-lauream e il successivo Esame di Stato mi hanno permesso di conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione di Biologo Nutrizionista (matricola numero AA 068106), per dedicarmi così alla mia più grande passione, l’alimentazione!

Da subito ho iniziato ad esercitare da Nutrizionista presso un’azienda di vendita di integratori dietetici naturali, prima a Roma , poi a Padova e successivamente ho avviato la libera professione.

Nel 2013 ho iniziato una collaborazione con la dott.ssa Gualtieri, ex-primario nel reparto di auxoendocrinologia pediatrica dell’ospedale S.S.Filippo e Nicola di Avezzano (Aq), in ambito Diabetologico e Obesità infantile. La mia esperienza con i più piccoli ha avuto seguito durante l’arco dell’anno scolastico 2015-2016 nella scuola primaria “Benedetto Croce” di Celano (Aq), con un progetto di educazione alimentare, rivolto alle classi terze. Nello stesso anno ho avviato un programma di prevenzione alla salute dei denti, collaborando con uno studio dentistico, presso alcune scuole primarie.

Nel 2016 insieme ad un team di psicologi e medici mi sono inserita all’interno di un progetto di Sostegno all’Allattamento, presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia sempre ad Avezzano, dove ho collaborato nella stesura di un libricino informativo per neomamme.

Ho partecipato a diversi convegni anche in qualità di relatore.

Gestisco una pagina personale su facebook (dottoressa Annunziata Taccone) in cui propongo articoli di carattere nutrizionale, curiosità, idee di piatti per promuovere e sostenere uno stile di vita il più sano possibile.

Da febbraio 2017 ho una rubrica tutta mia “Alimentazione e Salute” su un periodico distribuito in provincia dell’Aquila “Il Piccolo Marsicano”.

Ad oggi sono in costante aggiornamento sui diversi temi della nutrizione. Il mio lavoro si basa prevalentemente su un percorso di EDUCAZIONE ALIMENTARE che mira al cambiamento del proprio stile di vita, attraverso la promozione di un’alimentazione di qualità e il più naturale possibile.

I miei studi professionali sono a RomaCelano (Aq) e Balsorano (Aq). Effettuo anche visite a domicilio.

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Martedì, 10 Dicembre 2019 13:01

Riflessioni (nutrizionali) pre-natalizie

Come non ingrassare durante le feste

Se state pensando di leggere questo articolo con l’intento di avere dei consigli per perdere 10 kg prima di Natale, ne resterete delusi!

Eh sì, nei 15 giorni che restano prima del Natale non si possono fare miracoli: ho screditato più volte le diete veloci e miracolose, figuriamoci in prossimità di una festa così “mangereccia”.

Punirsi con brodini o diete senza carboidrati, cioè senza pane e pasta per intenderci, o patire la fame saltando pranzi e cene non serve proprio a nulla.

Il rischio è di morire di fame adesso per poi abbuffarsi non appena si assaggia una fetta di pandoro! Anche il discorso inverso, cioè “mi abbuffo tanto poi ci penso dopo alla dieta”, è controproducente. Signori, vi ricordo che le feste durano un mese e di questo passo si rischia davvero di mettere su 3, 4, 5 kg come se niente fosse!!

Per rendere meglio l’idea, facciamo 2 calcoli. Se mangio tutti i giorni una fetta di pandoro (di circa 100g), perché è Natale e mi va, fino alla fine delle festività, assumo un quantitativo di calorie pari a circa 400 kcalorie IN PIU’ al giorno, tutti i giorni che, moltiplicato per 21 che sono i giorni che vanno da qui all’epifania, fa 8400 kcal in più. Ora va detto che, in linea teorica, ci vogliono 7000 kcal per mettere su 1 kg di grasso. Quindi secondo questo calcolo, aumenteremmo la nostra massa grassa di 1 kg e poco più, che si depositerà proprio lì, sulla pancia o sui fianchi!

Ma attenzione! Mangiare 1 fetta di pandoro comporta non solo un aumento del grasso corporeo, ma anche un aumento di acqua sottoforma di ritenzione idrica. Per cui i kg da 1 diventeranno anche 2, 3 o 4!

Ma il discorso non finisce qui! Per semplificare, ho voluto prendere in considerazione un dolce natalizio, ma sfido io a trovare quella persona che durante la giornata si concede solo un pezzo di dolce (e poi solo 100g!!!)! Ovviamente va da sé che le calorie lievitano!

Dunque siamo spacciati durante queste feste? Assolutamente no e non voglio nemmeno fare terrorismo psicologico!

Natale è una festività che porta con sé gioia, buon cibo, convivialità. Pranzi, cene e merende con i parenti, gli amici o i colleghi devono essere vissuti con serenità e senza sensi di colpa, solo con un pizzico di intelligenza.

Proviamo a prestare un po' di attenzione a cosa si mangia i giorni che precedono le festività, cercando di limitare i grassi e gli zuccheri dei dolci. Concediamoci quel qualcosa in più solo nei giorni di festa e facciamo attività fisica: non interrompiamo il nostro solito allenamento, o iniziamo proprio adesso a fare lunghe passeggiate in compagnia.

Beviamo almeno  un litro e mezzo di acqua al giorno e sorseggiamo qualche tisana o infuso depurativo/disintossicante alle erbe, rigorosamente senza zuccheri o miele!

Così facendo il fisico sarà più facilitato a smaltire le tossine inevitabilmente accumulate.

A disposizione per qualunque informazione o consiglio.

Buon Natale!

Mercoledì, 27 Novembre 2019 10:53

La verità tossica sullo zucchero

E’ questo il titolo di un recente articolo pubblicato sulla nota rivista scientifica “Nature”.

Oggi si consumano enormi quantità di zuccheri. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità solo il 10% delle calorie totali giornaliere dovrebbe derivare dagli zuccheri semplici, eppure, secondo un recente studio, ne consumiamo almeno il doppio!! Un dato preoccupante.

Gli zuccheri sono onnipresenti nella nostra alimentazione: ogni giorno consumiamo dolciumi, merendine, caramelle, succhi di frutta, biscotti, bibite, snack, cereali da colazione, barrette o yogurt magri che in realtà sono strapieni di zuccheri e sono tutt’altro che dietetici!!

Anche cibi che apparentemente non avrebbero bisogno di zucchero spesso sono arricchiti dalle industrie di edulcoranti naturali o chimici: è il caso di sughi pronti, condimenti come l’aceto balsamico, salse come ketchup, pane, salumi e via discorrendo.

Il consumo smodato di questi prodotti, unito alla frenesia e mancanza di tempo dei giorni nostri, ci sta portando verso un punto di non ritorno. L’ultimo recente studio scientifico ci dice che gli effetti dello zucchero, se consumato costantemente e nelle attuali quantità, possono essere paragonabili a quelli dell’alcol in termini di danni all’organismo.

Inoltre diabete, sindrome metabolica, ipertensione, insulino-resistenza, malattie cardiovascolari sono strettamente collegate al consumo di questa sostanza. Le Nazioni Unite hanno da poco annunciato che proprio queste malattie non trasmissibili hanno superato quelle contagiose per il numero di morti provocati ogni anno nel mondo e cioè circa 35 milioni! Dal 1960 ad oggi il consumo pro-capite di zucchero è in forte crescita e con esso anche il sovrappeso e l’obesità, ma i dati più preoccupanti vengono dal mondo infantile.

D’altronde siamo in un mondo governato dalle grandi multinazionali che hanno come unico scopo quello economico e non di certo la salute degli individui. Gli zuccheri hanno un potente effetto sul nostro cervello: il consumo costante può creare dipendenza simile a quella delle droghe, in quanto produce una diminuzione del piacere di aver consumato cibo e quindi spinge a consumarne di più.

L’eccesso di zuccheri fa scattare segnali ormonali che riducono il senso di sazietà portando quindi a mangiare di più e a tendere all’obesità. Non solo! Chi consuma zuccheri abitualmente genera uno stato infiammatorio del corpo che, se protratto nel tempo, può essere causa delle patologie già citate fino al cancro.

Non c’è scampo: PIU’NE MANGIAMO, PIU’ NE VOGLIAMO e PIU’ NE VOGLIAMO, PIU’ CI AMMALIAMO!!

L’alternativa è un consumo consapevole degli alimenti che facciamo entrare nella nostra dispensa. Imponiamoci di informarci, pretendiamo di conoscere gli alimenti più “dannosi” per la nostra salute e cerchiamo dei sostituti magari rivolgendoci a chi è più esperto nel settore, scegliamo cibi più naturali possibili, riempiamo le macchinette nelle scuole e negli uffici di alimenti più sani, scegliamo consapevolmente la merenda da dare ai nostri figli e il sugo da utilizzare per il condimento della nostra pasta.

E’ tempo di cercare “nuove” soluzioni: abbiamo un grosso potere nelle nostre mani “la scelta di cosa consumare”. Se spingiamo verso questo senso, anche l’industria agroalimentare sarà costretta ad adattarsi!

Mercoledì, 04 Settembre 2019 14:14

Tempo di bilanci.....e di bilance!

Per la maggior parte di noi le ferie sono giunte al termine.

Il relax, il cibo, il buon vino hanno sicuramente riempito queste giornate di vacanza, ma ora è giunto il momento di fare un bilancio. Prendiamola questa bilancia, facciamo un respiro profondo e saliamoci sopra. Che sia ferma lì dove l’avevamo lasciata, o che chieda il resoconto di tutti gli stravizi che ci siamo concessi, non demoralizziamoci: è giunto il tempo di riprendere la situazione in mano, di tornare alle nostre regole. Calmiamoci e rimbocchiamoci le maniche, d’altronde non è accaduto nulla di così drammatico e irrimediabile.

La 1° cosa da fare è RICOMINCIARE CON L’ATTIVITA’ FISICA. Riprendiamo lo sport che pratichiamo abitualmente e fissiamoci delle regole creando una tabella di allenamento. La costanza, il duro lavoro e la pazienza sono armi vincenti, anche in questo campo. Per chi non avesse mai praticato uno sport, consiglio di sceglierne uno ed iniziare: il movimento non serve solo per dimagrire, ma anche e soprattutto per stare bene, crescere bene ed invecchiare meno velocemente. Il movimento permette di ossigenare meglio i tessuti, di mantenere una buona attività cardiaca, allontanando le malattie connesse, ma è anche capace di donare buonumore, alleviando così lo “stress” da rientro.

Come 2° passo per riprendere la situazione in mano, REGOLARIZZIAMO IL NOSTRO INTESTINO. La microflora intestinale ha un equilibrio tutto suo: il caldo, le gite fuori porta, l’eccesso di grassi, gli alcolici possono comprometterlo, generando i classici sintomi come diarrea, stipsi, gonfiori, fastidi nel basso ventre. Per ritrovare la forma perduta è necessario che l’intestino sia in salute e l’alimentazione può essere di grande aiuto. Abituiamoci dunque ad inserire nella dieta quotidiana alimenti ricchi di probiotici, come yogurt, fermenti lattici, e prebiotici, cioè alimenti ricchi di fibre solubili, quelle presenti soprattutto in frutta, verdura, fiocchi d'avena, orzo, legumi. L'effetto sgonfiamento e pancia piatta sarà garantito!

Come 3° regola infine, CURIAMO LA NOSTRA DIETA. Attenzione al fai da te o ai rimedi veloci millantati dai non addetti ai lavori: affidiamoci a professionisti del settore che sapranno indicarci solo diete altamente personalizzate. Una dieta corretta ha anche effetti sul cervello e quindi sull’umore. Esistono cibi infatti in grado di “contribuire al buonumore”. Questo perché sono ricchi di triptofano, un aminoacido essenziale, precursore della serotonina: un ormone con diverse funzioni tra cui il controllo dell’umore e del senso di sazietà. Gli alimenti più ricchi di questo aminoacido sono:

le MANDORLE e i SEMI DI ZUCCA con 394 mg di triptofano per 100 g; inoltre, apportano magnesio e calcio, utili per i muscoli e le ossa. Il PARMIGIANO contiene 480 mg di triptofano per 100 g. Il POLLO e la CARNE in generale con circa 400 mg di triptofano per 100 g, che apportano proteine nobili utili per mantenere la massa magra, i muscoli, e mantenere alto il metabolismo. Il TONNO FRESCO contiene 237 mg di triptofano per 100 g, foriero di acidi grassi essenziali utili per il buon funzionamento di cuore, muscoli e cervello. Il CACAO, con 293 mg/100g, un  alimento gustoso ricco di antiossidanti come i flavonoidi, noto per la sua spiccata azione antidepressiva. In ogni caso, una dieta varia ed equilibrata è sempre alla base di qualsiasi obiettivo vogliate raggiungere.

Forza e coraggio!

Purtroppo, con l’abbondanza di cibo di cui disponiamo oggi, spesso si finisce per mangiare anche quando non si ha veramente fame! A volte la noia, lo stress, la compagnia, una pubblicità, o la semplice vista di qualcosa che può per noi essere sfizioso ci induce a mangiare quel cibo semplicemente “per gola”e non per soddisfare bisogni fisiologici. Un aspetto allo stesso tempo ovvio e poco considerato del peso in eccesso è che spesso è legato a questioni psicologiche.

L’Emotional Eating: quando si mangia per "compensare"

L’Emotional Eating, che vuol dire mangiare per compensare, è una pratica più diffusa di quanto si possa immaginare. In altre parole, è la ricerca di cibo ipercalorico in modo incontrollato come mezzo per cercare coccole, rassicurazione, scioglimento della tensione, distrazione e/o piacere. Chi non riesce a gestire emozioni negative come la tristezza, la rabbia o l'ansia cerca rifugio nel cibo, mangia “per nervosismo”. Chi soffre di Emotional Eating  si sfoga mangiando tanto e male con vere e proprie abbuffate anti-stress.

I cibi consumati sono spesso ipercalorici, ricchi di grassi ma soprattutto zuccheri come gelati, cioccolato, torte, etc. Il motivo per cui si cercano questi cibi non propriamente salutari è strettamente fisiologico: un eccesso di zuccheri genera un innalzamento repentino della glicemia, che genera a sua volta una sensazione immediata di benessere. Purtroppo però questa sensazione ha una durata molto breve e, quando i livelli di zuccheri in circolo riscendono, e lo fanno anche in maniera brusca, si ritorna in una situazione di ipoglicemia con conseguenze pessime sull’umore.

Ciò genera senso di colpa, frustrazione da un lato e ricerca di zuccheri dall’altro, creando così un circolo vizioso di dipendenza davvero pericoloso, che predispone ad aumento di peso, aumento di massa grassa, debolezza psicologica, ma anche malattie come la sindrome metabolica.

L'Emotional Eating nei bambini

Ma l'Emotional Eating non è una cattiva abitudine che appartiene solamente agli adulti. Sembrerebbe che anche i bambini mangino quando sono tristi e la causa, secondo uno studio condotto dall'University College London, è l'ambiente familiare. A volte i genitori insegnano ai propri figli ad esprimere i sentimenti attraverso l’alimentazione. 

Quando si dà al bambino il suo piatto preferito per consolarlo, lo si abitua a credere che il capriccio può essere risolto mangiando. Il cibo viene usato come sostituto o strumento per regolare le emozioni. Questo comportamento è problematico perché fa aumentare il rischio di obesità. Inoltre, l'Emotional Eating può rappresentare un fattore di rischio significativo per l'insorgenza di disturbi del comportamento alimentare come la Bulimia o il Binge Eating.

L’alimentazione emotiva è una condizione che riguarda moltissime persone tra adulti e bambini che, se persistente, va indagata con uno specialista di psicoterapia. Negli altri casi basta mettere in pratica qualche piccolo accorgimento che distolga da certe voglie. Cercare distrazioni o imparare ad essere più consapevoli nelle proprie scelte alimentari, attraverso la selezione dei cibi, la conoscenza degli alimenti e il loro impatto sulla nostra salute può aiutare ad evitare di “mangiare per nervosismo”. Il nutrizionista può e deve avere un ruolo decisivo in questo, a cominciare dai più piccoli!

Come sempre, a completa disposizione per eventuali chiarimenti.

Lunedì, 20 Agosto 2018 14:43

Gelato e dieta: si può mangiare oppure no?

Gelato e dieta mangiarlo senza ingrassare: i consigli della nutrizionista

Il gelato, il re dell’estate, piace a grandi e a piccini, a giovani ed anziani.

Confezionato, artigianale, alla frutta, alle creme, ce n’è per tutti i gusti, con la sua varietà riesce facilmente ad accontentare tutti!! E’ un ottimo rinfrescante per le giornate afose, dona il buonumore grazie alla presenza di zuccheri. La sua storia è molto antica: addirittura pare che i primi gelati risalgano agli anni prima di Cristo. Originariamente la ricetta di questo fantastico alimento era a base di riso cotto, spezie, latte e neve, per dare la caratteristica consistenza.

Oggi ne esistono una infinità di tipi, dagli industriali agli artigianali, dai gusti classici agli improbabili frutto di menti creative di maestri pasticcieri. Ma intorno a questo alimento ruotano tante storielle e falsi miti, sfatiamone qualcuno insieme!

 

IL GELATO E' VIETATO NELLA DIETA?

Pare che nelle diete il gelato sia vietato! Ma è davvero così? Anche questo prodigio dei pasticcieri non è permesso all’interno di una sana e corretta alimentazione? Non proprio! Consideriamo sempre che, almeno per quanto mi riguarda, non esiste un cibo che debba essere bandito dalla tavola. Il divieto non aiuta nessuno, soprattutto d’estate, quando a una crisi di nervi derivante da un anno di lavoro si aggiunge anche questo! Ciò che conta è la moderazione e il contesto in cui è inserito. Per esempio  io vieterei il gelato ad un ragazzino in sovrappeso che passa le sue giornate estive davanti la tv o qualche videogioco. Di contro, non lo vieterei ad un ragazzo che conduce una vita sana e non sedentaria.

 

DIABETICI E GELATI ALLA FRUTTA

I diabetici possono mangiare solo quello alla frutta! Ai diabetici, che sono golosi di natura, non chiederei di fare il sacrificio di rinunciare a un gelato per tutta l’estate o di sceglierlo solo alla frutta. Magari non tutti i giorni, ma possono sceglierlo tranquillamente alle creme se lo gradiscono. Paradossalmente il gelato alle creme ha meno zuccheri e, grazie alla presenza di lipidi, ha un indice glicemico più basso e ciò “non incide troppo” sulla glicemia.

 

IL GELATO ALLA SOIA E' PIU' SALUTARE?

Il gelato alla soia e’ piu’ salutare! No. Semplicemente il gelato alla soia non contiene ingredienti di derivazione animale e non ha colesterolo. Di certo non può essere considerato più salutare solo per questa caratteristica.

 

IL GELATO ARTIGIANALE E’ MIGLIORE DI QUELLO CONFEZIONATO?

No. Quando si pronuncia la parola “confezionato” subito si pensa alla presenza di conservanti. C’è da dire che in questo caso non è proprio così, in quanto la catena del freddo aiuta la conservazione. Ecco, io farei più attenzione ai coloranti, per esempio, dei ghiaccioli!

 

IL GELATO COME SOSTITUTO DI UN PASTO?

Il gelato sostituisce un pasto! In teoria una tantum si può anche fare, ma questa non deve essere una regola! Nutrizionalmente parlando un gelato contiene perlopiù zuccheri semplici e grassi, quindi non può essere un adatto sostituto di un pasto come il pranzo o la cena. Inoltre, proprio la presenza di zuccheri semplici ne fanno un alimento poco saziante: a meno di due ore dalla sua assunzione si rischia di tornare affamati con il risultato di mangiare più di quanto dovuto.

 

Concludo con una piccola curiosità. Da qualche anno si parla di Gelato PROBIOTICO, ovvero un gelato arricchito in fermenti lattici che ha la funzione di mantenere la flora intestinale  e allontanare la carie dentale (soprattutto grazie alla presenza di Bifidobacterium lactis e Lactobacilus Acidophilus). Perfetto, quindi oltre ad essere buono fa anche bene!! Peccato che rarissime siano le gelaterie che producono questo “biogelato”. Per ora resta, forse, più una trovata commerciale!

 

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Spesso, al supermercato, di fronte ad un alimento che ci apprestiamo a comprare, la nostra scelta cade sull’equivalente “LIGHT” o “leggero”. Ciò accade soprattutto quando siamo a dieta: una vocina dentro di noi ci spinge a scegliere il prodotto con la dicitura light e così, rassicurandoci, ci sentiamo a posto con la nostra coscienza! Ma è davvero così vantaggioso consumare un prodotto light? Se pensiamo che negli Stati Uniti gli scaffali dei supermercati sono pieni di milioni e milioni di “prodotti leggeri” creati appositamente per tagliare grassi e zuccheri dalla dieta, ma che proprio in America c’è il più alto tasso di sovrappeso e obesità, mi viene da dire che i conti non tornano!!

 

Cibi light: cosa dice la legge

Facciamo chiarezza. Con il termine “LIGHT”, secondo l’art.174 dell’Oderr, si intende un alimento in cui il suo valore energetico è stato ridotto di 1/3 rispetto a quello dell’equivalente prodotto “normale”. Bene, quindi ci viene da pensare che qualcosa tra gli ingredienti sia cambiato “in meglio” per avere meno calorie. NO, la relazione non è così semplice e lineare! Consideriamo in primis che una riduzione comporta sempre una sostituzione o un aumento di qualcos’altro: parliamo di prodotti confezionati che, per essere venduti, devono mantenere la stessa appetibilità e consistenza.

 

Mangiare light: cosa significa davvero?

Facciamo qualche esempio. La dicitura “SENZA GRASSI” non indica necessariamente una assenza di grassi, semmai una riduzione. Generalmente i grassi sono sostituiti o da un aumento degli zuccheri oppure da proteine, fibre, amidi. L’aumento degli zuccheri non è da sottovalutare: questa ulteriore quantità va a sommarsi all’introito di zuccheri del giorno, della settimana e del mese. Se non si sta veramente attenti, si corre il rischio di depositare grasso, soprattutto viscerale. La sostituzione di grassi con proteine, fibre e amidi invece comporta l’addizione di conservanti, in quanto, l’aggiunta di acqua per la lavorazione rende più instabile il prodotto da un punto di vista microbiologico che necessariamente deve “essere corretto”.


Quando leggiamo invece “SENZA ZUCCHERI o “SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI” vuol dire che sono stati ridotti o persino azzerati, ma necessariamente sostituiti da edulcoranti naturali o artificiali, come aspartame, saccarina, ciclamato, che non hanno calorie ma comportano tutta una serie di altri problemi; si discute, per esempio, ancora l’effetto neurotossico dell’aspartame, largamente usato da “chi è a dieta”! Quindi: meno grassi, ma PIU’ ZUCCHERI e/o PIU’ CONSERVANTI; meno zuccheri, ma PIU’ SOSTANZE ARTIFICIALI! Ci conviene???


C’è da aggiungere poi che i prodotti light spesso sono più poveri di micronutrienti, in quanto sottoposti a maggiori processi di trasformazione, hanno un costo maggiore, probabilmente proprio perché più lavorati, anche se dovrebbe essere il contrario, e, a volte, hanno un contenuto di Kcalorie di poco inferiore ai loro corrispettivi non-light. Hanno di certo più conservanti, edulcoranti e spingono a mangiare di più, sia per via del minor senso di sazietà che possono dare (uno zucchero sazia meno di un grasso!), sia per via della condizione psicologica a cui ci sottopongono: è light quindi posso mangiarne di più!!

 

Cibi light? Altro che dimagranti!

A questo punto il paradosso Americano ci sembra più chiaro! Light non vuol dire “più leggero” o “più sano” per forza, anzi! Il mio consiglio è di guardare sempre le etichette, leggere con attenzione e valutare con calma la scelta di ciò che portiamo a tavola. Chiedete pure aiuto al vostro NUTRIZIONISTA che saprà consigliarvi e guidarvi attraverso una scelta più consapevole e mirata al benessere e alla salute.

Consigli utili per depurarsi dopo le feste e le vacanze

Si sa, non ci siamo fatti mancare proprio nulla in questi giorni! Panettoni, cotechini, salse, paste conditissime, lasagne, pandori farciti, dolci tipici, torroni, carni grasse sono i cibi che ci siamo ritrovati sulle nostre tavole. Se analizziamo il periodo appena passato, ci accorgiamo che sono circa 15-20 giorni che festeggiamo, anche se i giorni di festa vera e propria sono stati soltanto 4 o 5! Alzi la mano chi ha “sgarrato” solo nei giorni del calendario segnati in rosso! A loro faccio i miei complimenti, a tutti gli altri consiglio di leggere questo articolo!
Dunque, come rimediare? La prima cosa da fare è acquisire CONSAPEVOLEZZA: prendiamo la nostra cara bilancia e saliamoci sopra. Qualcosa non quadra? C’è forse qualche kg in eccesso? Poi prendiamo un centimetro e misuriamoci la vita: per le donne la circonferenza deve essere inferiore agli 80 cm, per gli uomini inferiore a 95 cm. Un eccesso di peso corporeo, unito ad una circonferenza vita elevata, predispone maggiormente a rischi cardiovascolari, soprattutto se a questi due elementi si aggiungono altri fattori come ipertensione, colesterolo e/o trigliceridi elevati, diabete. Avuta la consapevolezza dello stato del proprio corpo, la seconda cosa da fare è AGIRE: checché ne crediate, noi possiamo fare qualcosa per migliorare il nostro stato di salute, dobbiamo solo volerlo! Usciamo dallo schema “grasso è bello”: un corpo grasso è un corpo affaticato che ha degli organi affaticati la cui funzionalità, alla lunga, può essere compromessa.
E’ giunto il momento di prendere in mano la situazione.

5 regole per tornare in forma dopo le feste

  1. Depuriamoci e Disintossichiamoci. Consideriamo che per depurare veramente un corpo occorrono mesi di dieta equilibrata, però possiamo iniziare a perdere le tossine accumulate e drenare i liquidi con alcuni accorgimenti. Beviamo almeno 2 litri di acqua naturale al giorno, aiutiamoci con tisane a base di cardo mariano, tarassaco, betulla, equiseto, finocchio, rigorosamente senza zucchero, consumiamo 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura solo di stagione, evitiamo gli alcolici.
  2. NO a Digiuni o Diete di compensazione. Internet è strapieno di consigli alimentari. Soprattutto in questo periodo: siti nati apposta, pubblicità accattivanti di prodotti dimagranti miracolosi, casalinghe che diventano coach nutrizionali (che poi cosa vorrà mai dire!) che, scoperto il business che ruota intorno alla nutrizione, vendono pillole dimagranti, bibitoni di cui, sicuramente, non conoscono nemmeno la composizione chimica! Signori, specchietti per le allodole (o per gli sprovveduti!)!! Purtroppo ho una brutta notizia: NON ESISTONO POZIONI MAGICHE! Il dimagrimento e il benessere vanno guadagnati con fatica e sudore, diffidate dal tutto e subito! Inoltre, diete iperproteiche o sbilanciate portano a perdita di massa metabolicamente attiva, impedendo così il dimagrimento. Il digiuno invece può innescare processi di risparmio energetico: l’organismo, in assenza di certi nutrienti, cerca di consumare meno energia possibile, inattivando processi vitali come la sintesi di proteine. Il risultato è una minore spesa energetica e quindi una riduzione della perdita della massa grassa.
  3. Variamo gli alimenti. Prediligiamo i tagli magri di carne, consumiamo almeno 3 porzioni a settimana di pesce per garantirci il giusto apporto di omega 3 che esplicano una azione antinfiammatoria. Aumentiamo l’introito di proteine vegetali attraverso i legumi come lenticchie, ceci, fagioli, soia, fave.
  4. Usiamo Condimenti leggeri. L’olio extravergine d’oliva è sempre il condimento migliore. Evitiamo salse, ridimensioniamo il sale da cucina, sfruttiamo il magico mondo delle spezie.
  5. Adottiamo Regole Comportamentali a tavola. Masticare lentamente permette di ingurgitare meno cibo grazie all’attivazione dei centri fame-sazietà situati nel cervello. Ridimensioniamo le porzioni e orientiamoci verso i piatti unici. Consumiamo i pasti alla stessa ora del giorno, evitiamo distrazioni a tavola come smartphone o tv, riscopriamo il piacere di conversare e di godere della compagnia dei nostri commensali.

Buona remise en forme!!

Mercoledì, 22 Novembre 2017 15:46

Calcola il TUO rischio di sviluppare il DIABETE

14 NOVEMBRE 2017: giornata Mondiale del DIABETE

  • 410 milioni di persone nel mondo hanno il Diabete
  • 3 milioni e mezzo di persone in Italia hanno il Diabete 1 o 2
  • 1 italiano su 12 ha il Diabete o è a rischio di svilupparlo ma NON LO SA.

Il DIABETE è una malattia cronica degenerativa che può portare a gravi complicanze. Conoscere la malattia, fare dei controlli periodici e sapere il proprio rischio di svilupparla in futuro sono dei passi importanti da fare. Fino al 70% dei casi di Diabete 2 può essere evitato con uno STILE DI VITA SANO!!

 

Vuoi calcolare il TUO rischio di sviluppare il DIABETE?

Questo breve e semplice test ci permetterà di calcolare il TUO rischio di sviluppare il Diabete. Compilalo in ogni sua parte oltre a ricevere il risultato avrai diritto ad uno sconto del 10% su una visita nutrizionale con la
Dr.ssa Annunziata Taccone, biologa nutrizionista presso lo studio PsyMed di Roma.

LA CONOSCENZA PUO' SALVARTI LA VITA!!

Il cancro al seno è uno dei tumori più diffusi nella popolazione femminile: colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita. Rappresenta il 29% di tutti i tumori delle donne. Purtroppo in Italia sta crescendo l’incidenza del tumore anche tra le giovanissime (25-44 anni). Questa patologia ha una maggiore frequenza nel mondo femminile, ma non risparmia nemmeno gli uomini. 

Tanti sono i fattori predisponenti: l’età, il sesso, le genetica, la storia riproduttiva della donna, la sedentarietà, il fumo, l’alcol, la dieta, la sindrome metabolica. Fortunatamente oggi abbiamo a disposizione diversi strumenti diagnostici per scovare precocemente questa malattia. Gli screening gratuiti o i controlli medici, effettuati attraverso ecografie e mammografie, sono un efficace strumento di prevenzione, ma anche adottare uno stile di vita corretto lo è! Il mondo scientifico è unanime sul concetto che lo STILE DI VITA sia un fattore efficace nell'abbassare il rischio di ammalarsi. Ma cosa si intende per stile di vita?

Uno stile di vita sano per una vita anti cancro

Lo stile di vita è inteso come un insieme di DIETA e ABITUDINI alimentari e non. Seguire cioè una dieta corretta, ovvero specifica e personalizzata, una dieta sana, che comprenda tutti i nutrienti di cui necessitiamo, una dieta bilanciata in termini di Carboidrati, Proteine, Grassi, Vitamine e Kcalorie aiuta ad abbassare il rischio di numerose patologie, tra cui il cancro. Ma anche, evitare gli eccessi di alcol o il fumo di sigaretta e seguire un’attività fisica regolare aiuta molto.

I meccanismi che sono alla base della formazione di un tumore sono molto complessi, ma hanno tutti un comune denominatore: l’infiammazione! Scegliere ogni giorno cibi ricchi di grassi saturi, idrogenati o cibi zuccherini, raffinati (non integrali), mangiare sempre gli stessi alimenti senza un adeguato apporto di fibra, o troppi cibi confezionati, alla lunga, unita ad altri fattori genetici e/o ambientali, può generare variazioni metaboliche che danno scompensi interni, produzione di sostanze tossiche, disordini immunitari, che portano le cellule ad ammalarsi! Le analisi del sangue sballate spesso sono il risultato di uno scompenso interno generato, e l’aumento di peso o di grasso è solo la prova “esterna” di un equilibrio “interno” rotto. Anche alla base di una malattia complessa come il cancro ci sono questi disordini, ecco perché una dieta corretta può essere considerata “un fattore protettivo”.

Ma come agire? Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) nel 2007 ha concluso una revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori stilando così un decalogo. Si tratta di 10 regole che hanno lo scopo di migliorare il proprio stile di vita. Oltre il 20% dei tumori dipende da fattori di rischio legati a cattive abitudini e/o alimentazione scorretta. Per questo motivo il mondo scientifico considera il controllo dello STILE DI VITA uno strumento di prevenzione del carcinoma mammario e delle recidive efficace e raccomandabile al pari degli esami e terapie comunemente usati per la diagnosi della malattia.

 

Prevenzione tumore al seno: il ruolo di una dieta corretta

Vediamole insieme 10 semplici regole per migliorare il proprio stile di vita:

  1. Controlla il tuo PESO (bisognerebbe essere normopeso e avere una circonferenza vita<80 cm!);
  2. Mantieniti FISICAMENTE ATTIVO (30-40’camminata veloce/die dimezzano il rischio di recidive!);
  3. Limita consumo di ALIMENTI AD ALTA DENSITA’ CALORICA e attenzione alle bevande zuccherine;
  4. Consuma FRUTTA e VERDURA e LEGUMI e cibi semplici;
  5. Limita il consumo di CARNE ROSSA (<500g/persona/settimana!!);
  6. Limita il consumo di BEVANDE ALCOLICHE (1 u alcolica/die per le donne, 2 u per gli uomini);
  7. Limita il SALE (attenzione ai cibi confezionati e non solo salati);
  8. Assicurati una DIETA CORRETTA;
  9. Allatta al seno per almeno 6 mesi;
  10. Segui con costanza uno STILE DI VITA il più corretto possibile.

 

 Seguire queste semplici regole certamente non ci assicura di prevenire il cancro ma quantomeno ci aiuta a ridurre la probabilità che si manifesti. Siamo attivi!

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