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Il solito caffé…. No, un altro che parla di ansia!…. Sì, un altro professionista che ci descrive qualcosa che altri prima di lui hanno elaborato ma che principalmente si vive. Per poter capire un fenomeno è necessario conoscerlo, rifletterci sopra; quindi capire la sua natura, i momenti in cui agisce, gli effetti fisiologici-comportamentali e in fine le conseguenze. C’è da dire però, come nei nostri contesti sociali, veloci e superficiali, sia facile confonderci e soprattutto etichettare situazioni o condizioni importanti, dare senso alle nostre esperienze sia corporee sia mentali, confondendoci.

 

Cos'è l'ansia?

Definizione di ansia: condizione di tensione che si manifesta con timore, apprensione, attesa inquieta e, spesso, con una serie di correlati fisiologici come tremori, sudorazione eccessiva, palpitazioni, senso di affaticamento e difficoltà a respirare. È caratterizzata da 3 componenti una cognitiva, una somatica e una affettiva emotiva.
Punto di vista somatico: il corpo prepara l’intero organismo ad affrontare una minaccia (reazione d’emergenza, allarme rosso tutti i campanelli sono funzione), si ha in questo caso una serie di aumenti come la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, incremento del flusso sanguigno verso specifici gruppi di muscoli e un'intensificazione del sistema immunitario e digestivo pronto a combattere la minaccia. Al livello comportamentale si notano atteggiamenti volontari e non, che in pratica sono diretti alla fuga e/o all’evitamento della situazione.

 

L'ansia dal punto di vista cognitivo ed emotivo

Punto di vista cognitivo: aspettative di un pericolo, incertezza che è direttamente collegata con il nostro modo di percepirci, i nostri ideali, valori, apprendimenti e condizionamenti.
Punto di vista emotivo: senso di terrore, panico e blocco che non permette al soggetto di valutare correttamente la realtà, e quindi di individuare in quella situazione delle possibili alternative.
La comunità scientifica è del parere che tutti vivono il sentimento e la sensazione di ansia, ma non a tutti risulta essere patologico. Prima di valutare l’ansia come patologia è opportuno conoscerla come si fa con una persona nuova che si ha di fronte. Partire dal fatto che essa è una manifestazione degli esseri viventi, in particolare dei mammiferi, specie nell’essere umano incastrato nei condizionamenti e apprendimenti sociali. Purtroppo quest’ultimi hanno una grande incidenza sulle nostre aperture e allarmismi. Una buona terapia sull’ansia parte principalmente dal riconoscere i propri sentimenti/emozioni, successivamente valutare i diversi significati e aspettative che tendiamo ad attribuire al mondo esterno. Quindi anche in questo caso tutto ha inizio con un lavoro o una presa in carico su ciò che pensiamo noi, quello che viviamo e perché lo vogliamo vivere in quel mondo invece di un altro. A livello analitico l’ansia parte da uno stimolo “segnale” intorno al quale si struttura un conflitto, caratterizzato da pulsioni e affetti che vorrebbero essere soddisfatti ma che sono contrastati dai meccanismi di difesa dell’Io, quelli che in parte ci permettono un più o meno adeguato adattamento al mondo esterno. In questo caso le emozioni o gli aspetti pulsionali vengono vissuti come proibitivi e ritenuti pericolosi, minacciano il nostro modo di essere adattivi. In una terapia ad indirizzo psicoanalitico, si lavora all’analisi delle difese che il soggetto ha costruito nel corso della sua esistenza o del suo adattamento, a rendere manifesto ciò che del sé è stato rimosso o represso. L’ansia è un segnale che viene avvertito dall’Io, che crea delle sensazioni di allarmismo e pericolo.

 

L'ansia in ottica psichiatrica e dinamica

In un ottica psichiatrica e dinamica, l’ansia è uno stato naturale che si presenta trasversalmente in tutte le strutture di personalità, ovviamente con incidenze, livelli e condizioni differenti a seconda dei casi. Diventa patologica nel momento in cui compromette o blocca il normale svolgimento delle nostre funzioni. Non sempre poi, questo allarmismo è proprio cosi negativo: teniamo presente che questo sentimento si è evoluto nel corso del tempo dell’uomo e ci ha permesso anche la sopravvivenza. Infatti, alcune volte è il motore necessario per poter partire, affrontare e capire quali sono le nostre difficoltà che si riferiscono sempre alla relazione di due grossi insiemi di significati: da una parte il mondo interno (le nostre interiorizzazioni e aspettative) e la realtà esterna proiettata, e dall’altra parte l’esame di realtà. Nelle forme più patologiche essa si presenta insieme ad altre manifestazioni e condizione psichiche gravi che tendono ovviamente a bloccare il normale svolgimento delle funzioni.

 

Come superare l'ansia

Ci sono vari modo per superare e accettare questa condizione umana, secondo il mio personale parere ci sono diverse strade che si possono intraprendere, sono però tutte in relazione alla capacità del soggetto di poter riflettere personalmente sulle proprie emozione e sui propri stati corporei. Dal mio punto di vista una buona analisi con la sua disciplina, può essere un valido aiuto per iniziare un nuovo modo di vedersi e percepirsi, quindi aprirsi all’esperienza e a vivere in modo diverso le nostre parti più conflittuali riducendo cosi i nostri allarmismi, per imparare a vivere sereni.


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Buon lavoro Paolo.

Dott. Paolo Pistolesi Psicologo e Psicoterapeuta a Roma

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