Dott.ssa Taccone Annunziata Biologa e Nutrizionista a Roma

Dott.ssa Taccone Annunziata Biologa e Nutrizionista a Roma

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Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologa e Nutrizionista a Roma

Sono una Biologa Nutrizionista con laurea quinquennale (3+2) in Biologia ed Evoluzione Umana conseguita nel 2011 presso l’università di Roma Tor Vergata.

I corsi di perfezionamento post-lauream e il successivo Esame di Stato mi hanno permesso di conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione di Biologo Nutrizionista (matricola numero AA 068106), per dedicarmi così alla mia più grande passione, l’alimentazione!

Da subito ho iniziato ad esercitare da Nutrizionista presso un’azienda di vendita di integratori dietetici naturali, prima a Roma, poi a Padova e successivamente ho avviato la libera professione.

Nel 2013 ho iniziato una collaborazione nel reparto di auxoendocrinologia pediatrica dell’ospedale civile di Avezzano (Aq), in ambito Diabetologico e Obesità infantile. La mia esperienza con i più piccoli ha avuto seguito durante l’arco dell’anno scolastico 2015-2016 in una scuola primaria  di Celano (Aq), con un progetto di educazione alimentare. Nello stesso anno ho avviato un programma di prevenzione alla salute dei denti, collaborando con uno studio dentistico, presso alcune scuole primarie. Nel 2019 ho collaborato con la scuola calcio Avezzano per ragazzi.

Nel 2016 insieme ad un team di psicologi e medici mi sono inserita all’interno di un progetto di Sostegno all’Allattamento ospedaliero, dove ho partecipato alla stesura di un libricino informativo per neomamme.

Da febbraio 2017 ho una rubrica tutta mia “Alimentazione e Salute” su un periodico distribuito in provincia dell’Aquila “Il Piccolo Marsicano”.

Nel 2018 ho fondato un’associazione con colleghi abruzzesi, BioPass Abruzzo, di cui sono il vicepresidente, con lo scopo di fare divulgazione scientifica.

Ho partecipato a diversi convegni anche in qualità di relatore e promosso giornate di prevenzione alla salute con l’associazione ed enti esterni.

Gestisco una pagina personale su facebook (dottoressa Annunziata Taccone) in cui propongo articoli di carattere nutrizionale, curiosità, idee di piatti per promuovere e sostenere uno stile di vita il più sano possibile.

Ad oggi sono in costante aggiornamento sui diversi temi della nutrizione.

Il mio lavoro si basa prevalentemente su un percorso di EDUCAZIONE ALIMENTARE che mira al cambiamento del proprio stile di vita, attraverso la promozione di un’alimentazione di QUALITA’ e il più naturale possibile

I miei studi professionali sono a RomaCelano (Aq), Avezzano (Aq) e Scanno (Aq). Effettuo anche visite a domicilio. 

Attualmente si occupa di:

  • Consulenza nutrizionalecon valutazione dello stato di nutrizione e dei fabbisogni nutritivi (rivolta a bambini, adolescenti, adulti e anziani)
  • Analisi antropometrica e della composizione corporeamediante bioimpedenziometria (Peso, altezza, circonferenze vita/fianchi/coscia, massa grassa/magra/stato di idratazione, valutazione del BMI e rischio metabolico)
  • Elaborazione di piani alimentari personalizzati(per qualsiasi condizione fisiologica e/o patologica come sottopeso/sovrappeso/obesità, gravidanza/allattamento, menopausa, allergie/intolleranze, età pediatrica/adolescenza, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, gotta, reflusso gastroesofageo e patologie varie)
  • Elaborazione di piani per vegetariani/vegani, sportivi e riabilitazione dietetica post-bariatrica.
  • Percorso di educazione alimentare personalizzato(supporto nella realizzazione di piatti e ricette sfiziose)
  • Corsi didattici di educazione alimentaresoprattutto pediatrici (individuali o a gruppi)

Per informazioni e appuntamenti:

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Giovedì, 18 Febbraio 2021 16:27

Quanti fosfati dai al tuo bambino?

Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologo Nutrizionista

I FOSFATI, chimicamente parlando, sono composti del fosforo naturalmente presenti nell'organismo umano e costituiscono nutrienti essenziali per la nostra alimentazione. Essi dunque sono presenti in cibi naturali ma nell’Unione Europea i fosfati sono autorizzati anche come additivi nell’industria alimentare: vengono aggiunti alle preparazioni con le funzioni di emulsionanti, antiossidanti e per migliorarne la consistenza rendendole più appetibili. Li ritroviamo nei formaggi fusi, nelle bevande aromatizzate analcoliche, nelle carni preparate, nei piatti pronti, nelle zuppe in scatola, nei tè e infusioni solubili, nei prodotti panati, insaccati e affettati, nei prodotti a base di farine di patate, nei prodotti dolciari, negli integratori alimentari e persino nel latte in polvere usato come preparazione per i lattanti. E’possibile riconoscerne la presenza in quanto sono contrassegnati in etichetta dalla dicitura E338, E339, E340… fino a E545, sigle che stanno per fosfati di calcio, o magnesio, o potassio, o ammonio o tri-poli-fosfati.

Fosfati nella dieta di bambini e adolescenti 

Studi non tanto recenti hanno dimostrato che ingerire troppi fosfati provoca problemi gravi alla salute. Negli adulti un eccesso determina problemi cardiovascolari, in quanto porta ad un indurimento delle pareti dei vasi, e provoca disfunzioni renali. Nei più piccoli un eccessivo consumo di questa sostanza è associato alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività, nota come ADHD. In particolare, l’eccesso di fosfato blocca la secrezione della noradrenalina ormone che controlla e regola il flusso di impulsi nervosi al cervello. La Noradrenalina assicura il collegamento anche tra la neocorteccia (la sede del pensiero, sede dell’analisi e della creatività) e il cervello limbico (la sede delle emozioni). Di conseguenza l’interruzione di questo circuito determina nella persona una mancanza di freni inibitori ai suoi impulsi, senza essere in grado di gestire e di comportarsi in modo “normale”. 

Purtroppo negli ultimi anni si stima che la presenza dei fosfati negli alimenti industriali sia aumentata esponenzialmente (fino al 300% in 10 anni) e di conseguenza anche il loro consumo, a causa dell'uso smodato che facciamo di cibi confezionati e poco naturali. Per questo motivo l’EFSA ha stabilito una dose massima giornaliera tale da minimizzare il più possibile l'insorgenza di queste problematiche. Nel 2019 il gruppo scientifico ha dedotto una dose giornaliera globale ammissibile di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo (mg/kg di peso corporeo) al giorno ( 2,8 grammi di fosforo/giorno per un adulto medio di 70 kg di peso corporeo). Questa quantità tiene conto del probabile apporto di fosforo da tutte le fonti, sia quelle naturali sia gli additivi alimentari e vale per individui sani, senza disfunzioni renali.

Ma nonostante queste indicazioni, si fa un consumo ancora troppo eccessivo di fosfati!

Il problema è che capire l’esatta quantità di fosfati che si assume quotidianamente non è semplice, in quanto c’è l’obbligo da parte del produttore di indicarne in etichetta la presenza e non la effettiva quantità. Infatti attualmente i fosfati come additivi negli integratori alimentari possono essere usati “quantum satis” (cioè quanto tecnicamente necessario).

Fosfati nel piatto COME DIFENDERCI?

Diminuire il consumo di cibi confezionati e artificiali è il primo passo da compiere per tutti. Ma attenzione soprattutto ai più piccoli: monitorare la quantità di cibi industriali additivati che consumano quotidianamente permette di evitare loro una intossicazione da fosfati in primis, ma anche da zuccheri e conservanti vari.

Riflettiamoci, in fondo si tratta solo della nostra salute!

Dott.ssa A.Taccone, Biologo Nutrizionista

 

Uova e colesterolo: cosa c'è da sapere?

L’uovo è tra gli alimenti più nutrienti. Consumato da solo o come ingrediente di preparazioni, l’uovo di gallina è un alimento presente quasi quotidianamente nella nostra dieta! Eppure, per anni, le uova sono state associate alla parola COLESTEROLO, per questo demonizzate e, in casi estremi, eliminate dalla dieta. Il colesterolo è una molecola normalmente presente nel nostro corpo: costituisce le membrane delle cellule ed è il precursore di molti ormoni. Proprio per questa sua vitale funzione, l’organismo sa produrlo da solo, nel fegato. Tuttavia, valori troppo alti di colesterolo, in particolar modo di ldl o colesterolo “cattivo”, indicano una maggiore suscettibilità a malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto, ictus), soprattutto in presenza di altri fattori di rischio (fumo, sedentarietà, obesità).

Purtroppo ancora oggi,  il consumo di uova è associato ad un eccessivo introito di colesterolo nell’alimentazione giornaliera.

Ma è davvero così?

Colesterolo e Uova: Mangiare uova è sconsigliato?

Le uova sono considerate un alimento dagli straordinari benefici. Sono costituite da un albume e un tuorlo e devono essere consumate intere per godere di tutte le loro proprietà. I nutrienti che le compongono sono le PROTEINE dall’alto valore biologico, VITAMINE come la A, Luteina e Zeaxantina, carotenoidi  importanti utili a contrastare l’infiammazione, l’ossidazione e l’aterosclerosi, vitamine del gruppo B, la vitamina D, numerosi SALI MINERALI come Fosforo, Calcio e Ferro che concorrono alla buona salute delle ossa e alla prevenzione dell’anemia. Inoltre le uova sono una buona fonte di COLINA, un nutriente coinvolto nel buon funzionamento del fegato, delle vie biliari, della cistifellea e del cervello, e LECITINA, un fosfolipide utile a mantenere normali  i livelli di colesterolo.

Ma l’uovo, in particolar modo il tuorlo, è anche una ricca fonte di COLESTEROLO, il cui introito eccessivo, fino a qualche anno fa, era associato ad un aumentato rischio di cardiopatie. In effetti il pensiero comune, in passato, era che il colesterolo alimentare entrasse immediatamente in circolo e aumentasse i livelli di colesterolo ematico. Ciò ha generato un limite (a volte estremo!) nel consumo di uova e un conseguente ed eccessivo consumo di cibi zuccherati e di grassi.

Chi ha il colesterolo alto può mangiare le uova?

Oggi si sa che  il colesterolo introdotto con la dieta contribuisce solo al 25% della colesterolemia. Il restante 75% è prodotto dal fegato che, a sua volta, non è minimamente influenzato dall’introito alimentare. Diversi studi ormai evidenziano come un elevato consumo di colesterolo alimentare non è associato ad un aumentato rischio di coronaropatie, nemmeno in soggetti predisposti geneticamente.

Ergo, mangiare anche più di un uovo alla settimana non fa aumentare il rischio di avere un problema cardiovascolare! Questo perché ad un maggior introito alimentare di colesterolo (come le uova appunto) corrisponde una minore produzione (endogena) da parte del fegato. Ad oggi non ci sono studi che impongono di limitare il consumo di uova, al contrario ce ne sono molti che dimostrano quanto sia sicuro mangiarne.

Infine, uno studio condotto su persone sane, con un buono stile di vita, ha dimostrato che il consumo giornaliero di uova non incide sui livelli di colesterolo totale, né di LDL nella maggior parte dei soggetti, oppure, se lo fa, determina una trasformazione delle LDL da piccole a grandi, un sottotipo” benigno” non correlato a un maggior rischio di infarto.

Quindi, alla luce di queste nuove scoperte, prendiamoci la libertà di concederci più di un paio di uova alla settimana: le proteine, le vitamine, i sali minerali e i grassi in esse contenuti sono una fonte di nutrienti utili al mantenimento del nostro benessere.

Limitiamo l’eccesso di zuccheri piuttosto!

Lunedì, 11 Gennaio 2021 11:39

Aiuto Mister Google, sono ingrassato!

Dott.ssa Annunziata Taccone, Biologo Nutrizionista

Anche stavolta le festività natalizie sono passate e, come ogni anno, questo è il periodo in cui si iniziano a fare i bilanci e si progettano i nuovi propositi, tra cui la dieta. Il Natale si sa è la festa più lunga dell’anno ed è quella in cui ci concediamo più stravizi del necessario. Poi, quello appena passato è stato un periodo particolare che, per certi versi, ci ha spinto a dedicarci di più alla cucina e a mangiare di più.

Come conseguenza c’è chi ha dovuto cambiare il buco della cintura (allargandolo), chi ha peggiorato l’acidità di stomaco o il reflusso di cui soffriva, chi si è svegliato con aumenti delle glicemie, chi attende di fare le analisi del sangue perché pensa di trovare qualche valore alterato, chi ha più sbalzi di pressione, chi si sente affaticato e stanco.

Arrivati a questo punto in molti di noi inizia a salire quel desiderio di rimettersi in sesto, di riprendere le sane abitudini.

Diffidare dalle diete miracolose

Ma come? La via più facile e modaiola è di certo affidarsi a MISTER GOOGLE: basta digitare ciò che si vuole conoscere e in un battibaleno ecco che arriva la soluzione! Internet è strapieno di consigli alimentari. Ogni anno, soprattutto in questo periodo, spuntano rimedi detox, pubblicità accattivanti di prodotti o diete dimagranti miracolosi, pozioni magiche raccomandate per lo più da casalinghe che diventano coach nutrizionali (che poi cosa vorrà mai dire!) le quali, scoperto il business della nutrizione, vendono pillole e bibitoni di cui, sicuramente, non conoscono nemmeno la composizione chimica!

Annunci, promesse per perdere i kg accumulati durante le feste in un weekend. S

ignori, mi duole dirlo, sono solo specchietti per le allodole (o per gli sprovveduti!)!!

Attenzione alle diete "fai da te"

Purtroppo ho una brutta notizia: NON ESISTONO POZIONI MAGICHE! Il dimagrimento e il benessere vanno guadagnati con fatica e sudore, diffidate dal tutto e subito! Spesso “le diete fai da te” sono sbilanciate da un punto di vista dei nutrienti: o sono iperproteiche o peggio si focalizzano su un solo alimento, come la dieta dell’ananas o del finocchio o del minestrone.

Diete che nell’immediato portano anche ad una perdita di un paio di kg ma apparenti, in quanto conseguenza di una diminuzione di liquidi o, peggio, di una perdita di massa magra.

E questo non è vero dimagrimento!

Per chi non lo sapesse, dimagrire vuol dire perdere massa grassa e non perdere peso sulla bilancia e la massa grassa va misurata con un apposito strumento che prende il nome di Bioimpedenziometria. A volte invece la soluzione apparentemente più efficace agli stravizi natalizi è il digiuno, tra l’altro molto in voga ultimamente! Anche qui c’è da fare attenzione in quanto può innescare processi di risparmio energetico: l’organismo, in assenza di certi nutrienti, cerca di consumare meno energia possibile, inattivando processi vitali come la sintesi di proteine. Il risultato è una minore spesa energetica e quindi una riduzione della perdita della massa grassa.

Disastri insomma!!

Perchè è importante affidarsi ad un nutrizionista per definire la propria dieta?

Il mio consiglio è quello di affidarsi a professionisti del settore. Solo un’attenta anamnesi fatta da un nutrizionista può fornire la soluzione migliore al dimagrimento. Solo un professionista è in grado di creare una dieta su misura del paziente, che rispetti le sue abitudini e soprattutto non sia un attentato per la salute.

Non siamo tutti uguali e quindi ciascuno di noi necessita dell’alimentazione più adatta per l’età, il livello di attività fisica, il tipo di lavoro e molto altro ancora.

Un professionista è una persona che ha studiato attentamente ogni prescrizione, si aggiorna e cerca soluzioni adatte sulla base della scienza. E poi, volete mettere il sostegno, il sorriso e l’empatia di un professionista in carne ed ossa con uno schermo del pc?

A ognuno la propria (consapevole) scelta!

A NATALE SENZA INGRASSARE

dott.ssa Annunziata Taccone, Biologo Nutrizionista

Per evitare di dover cedere a diete troppo restrittive dopo le feste, la Dott.ssa Annunziata Taccone, nutrizionista di Roma, illustra alcuni semplici accorgimenti per non prendere peso inutilmente, poiché si sa, il periodo delle feste natalizie è sempre un agguato per chi è a dieta o tiene alla propria linea.

Quest’anno purtroppo non ci saranno le solite cenette aziendali per scambiarsi gli auguri o i pranzi natalizi con i nostri cari, ma non mancheranno i festeggiamenti tra le mura domestiche. Magari proprio le restrizioni imposte dal governo saranno un motivo in più per cucinare e consumare piatti gustosi. Nulla di più bello, d’altronde si sa, il cibo è in grado anche di donare unione e gioia.

Purtroppo però il rischio di fare il pieno di calorie è dietro l’angolo!!

Dunque che facciamo, ci rassegniamo abbuffandoci di tutto il possibile, oppure ci imponiamo rinunce e privazioni inutili? La via di mezzo penso sia sempre la scelta migliore: mangiamo sì, ma con moderazione!! Proviamo a seguire queste semplici regole e l’ago della bilancia non si sposterà, ve lo garantisco!

Le regole per non ingrassare durante le feste 

1. OCCHIO ALLE PORZIONI. Ovviamente non posso chiedere di rinunciare al piatto o dolce tipico, ma impariamo a godere delle prelibatezze che abbiamo preparato diminuendo le quantità. No a piatti doppi o a doppie fette di panettone. Concediamoci lo sfizio, ma senza esagerare.

2. I CONTORNI SEMPRE. Capisco che un piatto di insalata o di verdure di stagione non siano invitanti esattamente come l’arrosto o la lasagna, però ricordiamoci sempre di associare una porzione di verdura ai pasti principali, pranzo e cena. Le fibre in esse contenute ci aiuteranno a sentire prima il senso di sazietà permettendoci così di diminuire le calorie ingerite. Verdure come la cicoria,la rucola e il radicchio sono utili a stimolare l’intestino e il fegato con un effetto digestivo, disintossicante e depurativo. Inoltre, nei giorni successivi alle feste prepariamo delle vellutate o creme da consumare magari prima di ogni pasto.

3. NO A DIGIUNI. Generalmente a grandi abbuffate si è soliti associare digiuni forzati. Si pensa così di recuperare le calorie ingerite e si mette a tacere il frustrante senso di colpa. Niente di più sbagliato!! Questo tipo di digiuno (non terapeutico) non serve a nulla, anzi, è controproducente. Il nostro organismo ha bisogno di tutti i nutrienti per funzionare al meglio e spesso con questi fai da te si rischia di farsi seriamente del male. I bibitoni depuranti e drenanti sostitutivi dei pasti sono controindicati. Piuttosto io consiglio di tornare alla dieta (sana) abituale, facendo attenzione a consumare le giuste porzioni di frutta e verdura e a scegliere cibi poco grassi. E’ impossibile ingrassare in un giorno di dieta libera, quindi è insensato tentare di recuperare quell’unico giorno.

4. CHAMPAGNE Sì, MA SENZA ESAGERARE. Questo è anche il periodo dei brindisi e cosa c’è di meglio di un bicchiere di vino o di champagne? Da amante di questa fantastica pratica, direi assolutamente nulla, ma bisogna riconoscere che anche queste bevande hanno calorie, definite “vuote”: calorie cioè che si depositano così come sono e che non apportano nutrienti di alcun genere. Per intenderci, un bicchiere di vino rosso apporta c.ca 70-110 Kcal, un amaro c.ca300 Kcal, un calice di champagne 80-90 Kcal. Se consideriamo poi che il bicchiere che si consuma non è mai uno solo, beh, ovviamente le Kcal salgono parecchio!!

5. MOVIMENTO. Ora più che mai c’è bisogno di fare attività fisica, siano esse passeggiate o sport estremi. Il movimento ci permetterà di consumare le calorie in eccesso, che così non si depositeranno sottoforma di cuscinetti antiestetici, ci permetterà di liberarci dalle tossine accumulate e modererà al contempo il desiderio di mangiare fuori orario.

Poche ma semplici regole per festeggiare durante le feste senza ingrassare e per un Natale senza sensi di colpa.

Buon Natale!

 

 

Martedì, 10 Dicembre 2019 13:01

Riflessioni (nutrizionali) pre-natalizie

Come non ingrassare durante le feste

Se state pensando di leggere questo articolo con l’intento di avere dei consigli per perdere 10 kg prima di Natale, ne resterete delusi!

Eh sì, nei 15 giorni che restano prima del Natale non si possono fare miracoli: ho screditato più volte le diete veloci e miracolose, figuriamoci in prossimità di una festa così “mangereccia”.

Punirsi con brodini o diete senza carboidrati, cioè senza pane e pasta per intenderci, o patire la fame saltando pranzi e cene non serve proprio a nulla.

Il rischio è di morire di fame adesso per poi abbuffarsi non appena si assaggia una fetta di pandoro! Anche il discorso inverso, cioè “mi abbuffo tanto poi ci penso dopo alla dieta”, è controproducente. Signori, vi ricordo che le feste durano un mese e di questo passo si rischia davvero di mettere su 3, 4, 5 kg come se niente fosse!!

Per rendere meglio l’idea, facciamo 2 calcoli. Se mangio tutti i giorni una fetta di pandoro (di circa 100g), perché è Natale e mi va, fino alla fine delle festività, assumo un quantitativo di calorie pari a circa 400 kcalorie IN PIU’ al giorno, tutti i giorni che, moltiplicato per 21 che sono i giorni che vanno da qui all’epifania, fa 8400 kcal in più. Ora va detto che, in linea teorica, ci vogliono 7000 kcal per mettere su 1 kg di grasso. Quindi secondo questo calcolo, aumenteremmo la nostra massa grassa di 1 kg e poco più, che si depositerà proprio lì, sulla pancia o sui fianchi!

Ma attenzione! Mangiare 1 fetta di pandoro comporta non solo un aumento del grasso corporeo, ma anche un aumento di acqua sottoforma di ritenzione idrica. Per cui i kg da 1 diventeranno anche 2, 3 o 4!

Ma il discorso non finisce qui! Per semplificare, ho voluto prendere in considerazione un dolce natalizio, ma sfido io a trovare quella persona che durante la giornata si concede solo un pezzo di dolce (e poi solo 100g!!!)! Ovviamente va da sé che le calorie lievitano!

Dunque siamo spacciati durante queste feste? Assolutamente no e non voglio nemmeno fare terrorismo psicologico!

Natale è una festività che porta con sé gioia, buon cibo, convivialità. Pranzi, cene e merende con i parenti, gli amici o i colleghi devono essere vissuti con serenità e senza sensi di colpa, solo con un pizzico di intelligenza.

Proviamo a prestare un po' di attenzione a cosa si mangia i giorni che precedono le festività, cercando di limitare i grassi e gli zuccheri dei dolci. Concediamoci quel qualcosa in più solo nei giorni di festa e facciamo attività fisica: non interrompiamo il nostro solito allenamento, o iniziamo proprio adesso a fare lunghe passeggiate in compagnia.

Beviamo almeno  un litro e mezzo di acqua al giorno e sorseggiamo qualche tisana o infuso depurativo/disintossicante alle erbe, rigorosamente senza zuccheri o miele!

Così facendo il fisico sarà più facilitato a smaltire le tossine inevitabilmente accumulate.

A disposizione per qualunque informazione o consiglio.

Buon Natale!

Mercoledì, 27 Novembre 2019 10:53

La verità tossica sullo zucchero

E’ questo il titolo di un recente articolo pubblicato sulla nota rivista scientifica “Nature”.

Oggi si consumano enormi quantità di zuccheri. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità solo il 10% delle calorie totali giornaliere dovrebbe derivare dagli zuccheri semplici, eppure, secondo un recente studio, ne consumiamo almeno il doppio!! Un dato preoccupante.

Gli zuccheri sono onnipresenti nella nostra alimentazione: ogni giorno consumiamo dolciumi, merendine, caramelle, succhi di frutta, biscotti, bibite, snack, cereali da colazione, barrette o yogurt magri che in realtà sono strapieni di zuccheri e sono tutt’altro che dietetici!!

Anche cibi che apparentemente non avrebbero bisogno di zucchero spesso sono arricchiti dalle industrie di edulcoranti naturali o chimici: è il caso di sughi pronti, condimenti come l’aceto balsamico, salse come ketchup, pane, salumi e via discorrendo.

Il consumo smodato di questi prodotti, unito alla frenesia e mancanza di tempo dei giorni nostri, ci sta portando verso un punto di non ritorno. L’ultimo recente studio scientifico ci dice che gli effetti dello zucchero, se consumato costantemente e nelle attuali quantità, possono essere paragonabili a quelli dell’alcol in termini di danni all’organismo.

Inoltre diabete, sindrome metabolica, ipertensione, insulino-resistenza, malattie cardiovascolari sono strettamente collegate al consumo di questa sostanza. Le Nazioni Unite hanno da poco annunciato che proprio queste malattie non trasmissibili hanno superato quelle contagiose per il numero di morti provocati ogni anno nel mondo e cioè circa 35 milioni! Dal 1960 ad oggi il consumo pro-capite di zucchero è in forte crescita e con esso anche il sovrappeso e l’obesità, ma i dati più preoccupanti vengono dal mondo infantile.

D’altronde siamo in un mondo governato dalle grandi multinazionali che hanno come unico scopo quello economico e non di certo la salute degli individui. Gli zuccheri hanno un potente effetto sul nostro cervello: il consumo costante può creare dipendenza simile a quella delle droghe, in quanto produce una diminuzione del piacere di aver consumato cibo e quindi spinge a consumarne di più.

L’eccesso di zuccheri fa scattare segnali ormonali che riducono il senso di sazietà portando quindi a mangiare di più e a tendere all’obesità. Non solo! Chi consuma zuccheri abitualmente genera uno stato infiammatorio del corpo che, se protratto nel tempo, può essere causa delle patologie già citate fino al cancro.

Non c’è scampo: PIU’NE MANGIAMO, PIU’ NE VOGLIAMO e PIU’ NE VOGLIAMO, PIU’ CI AMMALIAMO!!

L’alternativa è un consumo consapevole degli alimenti che facciamo entrare nella nostra dispensa. Imponiamoci di informarci, pretendiamo di conoscere gli alimenti più “dannosi” per la nostra salute e cerchiamo dei sostituti magari rivolgendoci a chi è più esperto nel settore, scegliamo cibi più naturali possibili, riempiamo le macchinette nelle scuole e negli uffici di alimenti più sani, scegliamo consapevolmente la merenda da dare ai nostri figli e il sugo da utilizzare per il condimento della nostra pasta.

E’ tempo di cercare “nuove” soluzioni: abbiamo un grosso potere nelle nostre mani “la scelta di cosa consumare”. Se spingiamo verso questo senso, anche l’industria agroalimentare sarà costretta ad adattarsi!

Mercoledì, 04 Settembre 2019 14:14

Tempo di bilanci.....e di bilance!

Per la maggior parte di noi le ferie sono giunte al termine.

Il relax, il cibo, il buon vino hanno sicuramente riempito queste giornate di vacanza, ma ora è giunto il momento di fare un bilancio. Prendiamola questa bilancia, facciamo un respiro profondo e saliamoci sopra. Che sia ferma lì dove l’avevamo lasciata, o che chieda il resoconto di tutti gli stravizi che ci siamo concessi, non demoralizziamoci: è giunto il tempo di riprendere la situazione in mano, di tornare alle nostre regole. Calmiamoci e rimbocchiamoci le maniche, d’altronde non è accaduto nulla di così drammatico e irrimediabile.

La 1° cosa da fare è RICOMINCIARE CON L’ATTIVITA’ FISICA. Riprendiamo lo sport che pratichiamo abitualmente e fissiamoci delle regole creando una tabella di allenamento. La costanza, il duro lavoro e la pazienza sono armi vincenti, anche in questo campo. Per chi non avesse mai praticato uno sport, consiglio di sceglierne uno ed iniziare: il movimento non serve solo per dimagrire, ma anche e soprattutto per stare bene, crescere bene ed invecchiare meno velocemente. Il movimento permette di ossigenare meglio i tessuti, di mantenere una buona attività cardiaca, allontanando le malattie connesse, ma è anche capace di donare buonumore, alleviando così lo “stress” da rientro.

Come 2° passo per riprendere la situazione in mano, REGOLARIZZIAMO IL NOSTRO INTESTINO. La microflora intestinale ha un equilibrio tutto suo: il caldo, le gite fuori porta, l’eccesso di grassi, gli alcolici possono comprometterlo, generando i classici sintomi come diarrea, stipsi, gonfiori, fastidi nel basso ventre. Per ritrovare la forma perduta è necessario che l’intestino sia in salute e l’alimentazione può essere di grande aiuto. Abituiamoci dunque ad inserire nella dieta quotidiana alimenti ricchi di probiotici, come yogurt, fermenti lattici, e prebiotici, cioè alimenti ricchi di fibre solubili, quelle presenti soprattutto in frutta, verdura, fiocchi d'avena, orzo, legumi. L'effetto sgonfiamento e pancia piatta sarà garantito!

Come 3° regola infine, CURIAMO LA NOSTRA DIETA. Attenzione al fai da te o ai rimedi veloci millantati dai non addetti ai lavori: affidiamoci a professionisti del settore che sapranno indicarci solo diete altamente personalizzate. Una dieta corretta ha anche effetti sul cervello e quindi sull’umore. Esistono cibi infatti in grado di “contribuire al buonumore”. Questo perché sono ricchi di triptofano, un aminoacido essenziale, precursore della serotonina: un ormone con diverse funzioni tra cui il controllo dell’umore e del senso di sazietà. Gli alimenti più ricchi di questo aminoacido sono:

le MANDORLE e i SEMI DI ZUCCA con 394 mg di triptofano per 100 g; inoltre, apportano magnesio e calcio, utili per i muscoli e le ossa. Il PARMIGIANO contiene 480 mg di triptofano per 100 g. Il POLLO e la CARNE in generale con circa 400 mg di triptofano per 100 g, che apportano proteine nobili utili per mantenere la massa magra, i muscoli, e mantenere alto il metabolismo. Il TONNO FRESCO contiene 237 mg di triptofano per 100 g, foriero di acidi grassi essenziali utili per il buon funzionamento di cuore, muscoli e cervello. Il CACAO, con 293 mg/100g, un  alimento gustoso ricco di antiossidanti come i flavonoidi, noto per la sua spiccata azione antidepressiva. In ogni caso, una dieta varia ed equilibrata è sempre alla base di qualsiasi obiettivo vogliate raggiungere.

Forza e coraggio!

Purtroppo, con l’abbondanza di cibo di cui disponiamo oggi, spesso si finisce per mangiare anche quando non si ha veramente fame! A volte la noia, lo stress, la compagnia, una pubblicità, o la semplice vista di qualcosa che può per noi essere sfizioso ci induce a mangiare quel cibo semplicemente “per gola”e non per soddisfare bisogni fisiologici. Un aspetto allo stesso tempo ovvio e poco considerato del peso in eccesso è che spesso è legato a questioni psicologiche.

L’Emotional Eating: quando si mangia per "compensare"

L’Emotional Eating, che vuol dire mangiare per compensare, è una pratica più diffusa di quanto si possa immaginare. In altre parole, è la ricerca di cibo ipercalorico in modo incontrollato come mezzo per cercare coccole, rassicurazione, scioglimento della tensione, distrazione e/o piacere. Chi non riesce a gestire emozioni negative come la tristezza, la rabbia o l'ansia cerca rifugio nel cibo, mangia “per nervosismo”. Chi soffre di Emotional Eating  si sfoga mangiando tanto e male con vere e proprie abbuffate anti-stress.

I cibi consumati sono spesso ipercalorici, ricchi di grassi ma soprattutto zuccheri come gelati, cioccolato, torte, etc. Il motivo per cui si cercano questi cibi non propriamente salutari è strettamente fisiologico: un eccesso di zuccheri genera un innalzamento repentino della glicemia, che genera a sua volta una sensazione immediata di benessere. Purtroppo però questa sensazione ha una durata molto breve e, quando i livelli di zuccheri in circolo riscendono, e lo fanno anche in maniera brusca, si ritorna in una situazione di ipoglicemia con conseguenze pessime sull’umore.

Ciò genera senso di colpa, frustrazione da un lato e ricerca di zuccheri dall’altro, creando così un circolo vizioso di dipendenza davvero pericoloso, che predispone ad aumento di peso, aumento di massa grassa, debolezza psicologica, ma anche malattie come la sindrome metabolica.

L'Emotional Eating nei bambini

Ma l'Emotional Eating non è una cattiva abitudine che appartiene solamente agli adulti. Sembrerebbe che anche i bambini mangino quando sono tristi e la causa, secondo uno studio condotto dall'University College London, è l'ambiente familiare. A volte i genitori insegnano ai propri figli ad esprimere i sentimenti attraverso l’alimentazione. 

Quando si dà al bambino il suo piatto preferito per consolarlo, lo si abitua a credere che il capriccio può essere risolto mangiando. Il cibo viene usato come sostituto o strumento per regolare le emozioni. Questo comportamento è problematico perché fa aumentare il rischio di obesità. Inoltre, l'Emotional Eating può rappresentare un fattore di rischio significativo per l'insorgenza di disturbi del comportamento alimentare come la Bulimia o il Binge Eating.

L’alimentazione emotiva è una condizione che riguarda moltissime persone tra adulti e bambini che, se persistente, va indagata con uno specialista di psicoterapia. Negli altri casi basta mettere in pratica qualche piccolo accorgimento che distolga da certe voglie. Cercare distrazioni o imparare ad essere più consapevoli nelle proprie scelte alimentari, attraverso la selezione dei cibi, la conoscenza degli alimenti e il loro impatto sulla nostra salute può aiutare ad evitare di “mangiare per nervosismo”. Il nutrizionista può e deve avere un ruolo decisivo in questo, a cominciare dai più piccoli!

Come sempre, a completa disposizione per eventuali chiarimenti.

Lunedì, 20 Agosto 2018 14:43

Gelato e dieta: si può mangiare oppure no?

Gelato e dieta mangiarlo senza ingrassare: i consigli della nutrizionista

Il gelato, il re dell’estate, piace a grandi e a piccini, a giovani ed anziani.

Confezionato, artigianale, alla frutta, alle creme, ce n’è per tutti i gusti, con la sua varietà riesce facilmente ad accontentare tutti!! E’ un ottimo rinfrescante per le giornate afose, dona il buonumore grazie alla presenza di zuccheri. La sua storia è molto antica: addirittura pare che i primi gelati risalgano agli anni prima di Cristo. Originariamente la ricetta di questo fantastico alimento era a base di riso cotto, spezie, latte e neve, per dare la caratteristica consistenza.

Oggi ne esistono una infinità di tipi, dagli industriali agli artigianali, dai gusti classici agli improbabili frutto di menti creative di maestri pasticcieri. Ma intorno a questo alimento ruotano tante storielle e falsi miti, sfatiamone qualcuno insieme!

 

IL GELATO E' VIETATO NELLA DIETA?

Pare che nelle diete il gelato sia vietato! Ma è davvero così? Anche questo prodigio dei pasticcieri non è permesso all’interno di una sana e corretta alimentazione? Non proprio! Consideriamo sempre che, almeno per quanto mi riguarda, non esiste un cibo che debba essere bandito dalla tavola. Il divieto non aiuta nessuno, soprattutto d’estate, quando a una crisi di nervi derivante da un anno di lavoro si aggiunge anche questo! Ciò che conta è la moderazione e il contesto in cui è inserito. Per esempio  io vieterei il gelato ad un ragazzino in sovrappeso che passa le sue giornate estive davanti la tv o qualche videogioco. Di contro, non lo vieterei ad un ragazzo che conduce una vita sana e non sedentaria.

 

DIABETICI E GELATI ALLA FRUTTA

I diabetici possono mangiare solo quello alla frutta! Ai diabetici, che sono golosi di natura, non chiederei di fare il sacrificio di rinunciare a un gelato per tutta l’estate o di sceglierlo solo alla frutta. Magari non tutti i giorni, ma possono sceglierlo tranquillamente alle creme se lo gradiscono. Paradossalmente il gelato alle creme ha meno zuccheri e, grazie alla presenza di lipidi, ha un indice glicemico più basso e ciò “non incide troppo” sulla glicemia.

 

IL GELATO ALLA SOIA E' PIU' SALUTARE?

Il gelato alla soia e’ piu’ salutare! No. Semplicemente il gelato alla soia non contiene ingredienti di derivazione animale e non ha colesterolo. Di certo non può essere considerato più salutare solo per questa caratteristica.

 

IL GELATO ARTIGIANALE E’ MIGLIORE DI QUELLO CONFEZIONATO?

No. Quando si pronuncia la parola “confezionato” subito si pensa alla presenza di conservanti. C’è da dire che in questo caso non è proprio così, in quanto la catena del freddo aiuta la conservazione. Ecco, io farei più attenzione ai coloranti, per esempio, dei ghiaccioli!

 

IL GELATO COME SOSTITUTO DI UN PASTO?

Il gelato sostituisce un pasto! In teoria una tantum si può anche fare, ma questa non deve essere una regola! Nutrizionalmente parlando un gelato contiene perlopiù zuccheri semplici e grassi, quindi non può essere un adatto sostituto di un pasto come il pranzo o la cena. Inoltre, proprio la presenza di zuccheri semplici ne fanno un alimento poco saziante: a meno di due ore dalla sua assunzione si rischia di tornare affamati con il risultato di mangiare più di quanto dovuto.

 

Concludo con una piccola curiosità. Da qualche anno si parla di Gelato PROBIOTICO, ovvero un gelato arricchito in fermenti lattici che ha la funzione di mantenere la flora intestinale  e allontanare la carie dentale (soprattutto grazie alla presenza di Bifidobacterium lactis e Lactobacilus Acidophilus). Perfetto, quindi oltre ad essere buono fa anche bene!! Peccato che rarissime siano le gelaterie che producono questo “biogelato”. Per ora resta, forse, più una trovata commerciale!

 

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Spesso, al supermercato, di fronte ad un alimento che ci apprestiamo a comprare, la nostra scelta cade sull’equivalente “LIGHT” o “leggero”. Ciò accade soprattutto quando siamo a dieta: una vocina dentro di noi ci spinge a scegliere il prodotto con la dicitura light e così, rassicurandoci, ci sentiamo a posto con la nostra coscienza! Ma è davvero così vantaggioso consumare un prodotto light? Se pensiamo che negli Stati Uniti gli scaffali dei supermercati sono pieni di milioni e milioni di “prodotti leggeri” creati appositamente per tagliare grassi e zuccheri dalla dieta, ma che proprio in America c’è il più alto tasso di sovrappeso e obesità, mi viene da dire che i conti non tornano!!

 

Cibi light: cosa dice la legge

Facciamo chiarezza. Con il termine “LIGHT”, secondo l’art.174 dell’Oderr, si intende un alimento in cui il suo valore energetico è stato ridotto di 1/3 rispetto a quello dell’equivalente prodotto “normale”. Bene, quindi ci viene da pensare che qualcosa tra gli ingredienti sia cambiato “in meglio” per avere meno calorie. NO, la relazione non è così semplice e lineare! Consideriamo in primis che una riduzione comporta sempre una sostituzione o un aumento di qualcos’altro: parliamo di prodotti confezionati che, per essere venduti, devono mantenere la stessa appetibilità e consistenza.

 

Mangiare light: cosa significa davvero?

Facciamo qualche esempio. La dicitura “SENZA GRASSI” non indica necessariamente una assenza di grassi, semmai una riduzione. Generalmente i grassi sono sostituiti o da un aumento degli zuccheri oppure da proteine, fibre, amidi. L’aumento degli zuccheri non è da sottovalutare: questa ulteriore quantità va a sommarsi all’introito di zuccheri del giorno, della settimana e del mese. Se non si sta veramente attenti, si corre il rischio di depositare grasso, soprattutto viscerale. La sostituzione di grassi con proteine, fibre e amidi invece comporta l’addizione di conservanti, in quanto, l’aggiunta di acqua per la lavorazione rende più instabile il prodotto da un punto di vista microbiologico che necessariamente deve “essere corretto”.


Quando leggiamo invece “SENZA ZUCCHERI o “SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI” vuol dire che sono stati ridotti o persino azzerati, ma necessariamente sostituiti da edulcoranti naturali o artificiali, come aspartame, saccarina, ciclamato, che non hanno calorie ma comportano tutta una serie di altri problemi; si discute, per esempio, ancora l’effetto neurotossico dell’aspartame, largamente usato da “chi è a dieta”! Quindi: meno grassi, ma PIU’ ZUCCHERI e/o PIU’ CONSERVANTI; meno zuccheri, ma PIU’ SOSTANZE ARTIFICIALI! Ci conviene???


C’è da aggiungere poi che i prodotti light spesso sono più poveri di micronutrienti, in quanto sottoposti a maggiori processi di trasformazione, hanno un costo maggiore, probabilmente proprio perché più lavorati, anche se dovrebbe essere il contrario, e, a volte, hanno un contenuto di Kcalorie di poco inferiore ai loro corrispettivi non-light. Hanno di certo più conservanti, edulcoranti e spingono a mangiare di più, sia per via del minor senso di sazietà che possono dare (uno zucchero sazia meno di un grasso!), sia per via della condizione psicologica a cui ci sottopongono: è light quindi posso mangiarne di più!!

 

Cibi light? Altro che dimagranti!

A questo punto il paradosso Americano ci sembra più chiaro! Light non vuol dire “più leggero” o “più sano” per forza, anzi! Il mio consiglio è di guardare sempre le etichette, leggere con attenzione e valutare con calma la scelta di ciò che portiamo a tavola. Chiedete pure aiuto al vostro NUTRIZIONISTA che saprà consigliarvi e guidarvi attraverso una scelta più consapevole e mirata al benessere e alla salute.

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